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Cambiamento climatico, cosa c’è da sapere

National Geographic Italia aprile 2017

Abbiamo bisogno di energia – carburante, elettricità, cibo – per condurre le nostre vite moderne. Miliardi di persone non ne hanno a sufficienza. Ma per ottenere energia stiamo cambiando il pianeta, e questo ci mette tutti in pericolo. Possiamo trovare un modo migliore? Il cambiamento climatico non è una bufala o un complotto scientifico; è una sfida enorme. Ecco i fatti.

Il mondo è più caldo

Il 2016 è stato un anno record, più caldo del 2015, a sua volta più caldo del 2014. L’anno scorso la temperatura media della superficie terrestre, calcolata in base ai dati di migliaia di stazioni, boe e navi meteorologiche, è stata più alta di 0,94 °C rispetto alla media del XX secolo. Anche i satelliti che sorvegliano l’atmosfera hanno rilevato una chiara tendenza al riscaldamento.

La causa siamo noi

Al record dell’anno scorso ha contribuito anche il rilascio di calore dovuto a El Niño, il periodico fenomeno di riscaldamento delle acque del Pacifico. Ma la tendenza al riscaldamento degli ultimi 50 anni non si spiega con cause naturali. I cicli solari durano 11 anni e ogni tanto le eruzioni vulcaniche raffreddano il pianeta. Ma i gas serra delle attività umane formano una coltre sempre più densa, che intrappola il calore sulla superficie.

I ghiacci scompaiono in fretta

L’estate scorsa la nave da crociera Crystal Serenity ha attraversato il Passaggio a Nord-Ovest libero dai ghiacci. Qualche giorno dopo è stato ritrovato al largo dell’Isola di Re Guglielmo il relitto del Terror, un vascello rimasto intrappolato fra i ghiacci nel 1846 mentre cercava il Passaggio. La temperatura dell’Artide si è innalzata, e i ghiacci marini si sono assottigliati e ristretti. La luce solare, anziché essere riflessa dal ghiaccio, viene assorbita dai mari, il che accelera il riscaldamento.

Ma il livello dei mari non sale per la fusione dei ghiacci marini, che sono già in acqua; il pericolo sono quelli terrestri. In tutto il mondo, i ghiacciai montani si stanno ritirando.

Fenomeni sempre più estremi 

Nella sola Parigi nel 2003 il cambiamento climatico avrebbe causato 506 decessi in più rispetto alla media. Secondo un altro studio, se nulla cambierà entro fine secolo nei paesi del Golfo Persico ci saranno giornate talmente calde che sarà rischioso anche solo uscire di casa.

Ma il riscaldamento globale aumenta anche l’umidità nell’aria, sottraendola a terra e mare. Dove non piove, aggrava la siccità; dove piove o nevica, accresce la probabilità di fenomeni estremi. Meno certe sono le ripercussioni del cambiamento su uragani e altri cicloni tropicali. Ma se si scaldano i mari – fonte energetica delle tempeste – è probabile che le tempeste siano più intense, ancorché meno frequenti.

Guerra climatica

La guerra civile siriana, che ha costretto a fuggire milioni di persone e ne ha uccise centinaia di migliaia (come il ragazzo nella foto), è stata in parte innescata da una grande siccità che ha spinto i contadini verso le città. Secondo uno studio del 2015, il cambiamento climatico ha più che raddoppiato le probabilità di eventi simili.

La fauna selvatica soffre

Il cambiamento climatico non crea problemi solo all’orso polare. Nel 2016 è stata annunciata la scomparsa dell’ultimo Melomys rubicola, roditore endemico di un’isola australiana che si è estinto per varie cause, tra cui l’innalzamento dei mari. È stato definito il primo caso accertato di estinzione di un mammifero provocata dal cambiamento climatico. E senz’altro ne seguiranno altri.

Ma il cambiamento climatico non è l’unica minaccia di origine umana ad altre specie: stiamo frammentando e distruggendo molti habitat naturali. Alcune specie si adatteranno agli sconvolgimenti del loro mondo, ma quante? E per quanto tempo?

Selezione innaturale

Nella Grande Barriera Corallina c’è stata la più grave morìa di coralli mai documentata: nel 2016 lo sbiancamento prolungato ha ucciso circa il 67% dei coralli in un tratto di 700 km. Tra il 21 marzo (a sinistra) e il 15 maggio (a destra), il calore dell’acqua ha decimato le colonie dell’isola Lizard.

Possiamo fare qualcosa

Domanda: se il cambiamento climatico non fosse un grave pericolo, perché 195 paesi avrebbero sottoscritto l’Accordo di Parigi con l’impegno a mantenere sotto i 2 °C l’aumento della temperatura? Nonostante la minaccia di ritiro del nuovo governo degli Stati Uniti, questo accordo è un segno di speranza.

Un altro dato positivo è il crollo dei costi dell’energia solare. Anche in assenza di una carbon tax – il mezzo più efficace per scoraggiare l’uso di combustibili fossili – le fonti rinnovabili potrebbero presto diventare più competitive. Nel 2015 oltre metà della nuova capacità produttiva di energia mondiale è stata legata alle rinnovabili.

La transizione dai combustibili fossili a quelli sostenibili è appena iniziata. E anche il più piccolo sforzo serve a qualcosa: secondo uno studio del 2016, ogni tonnellata di CO2 emessa fa fondere tre metri quadrati di ghiaccio artico, il che significa che ogni anno un americano medio provoca la fusione di 49 metri quadrati di ghiaccio. Perciò ogni edificio a risparmio energetico, ogni auto ad alto consumo rottamata, ogni ettaro di foresta salvaguardato contribuiranno a fare la differenza. Ma non servirà a nulla se il mondo non rinuncerà presto ai combustibili fossili.