Benvenuto, puoi toglierti le scarpe prima di entrare in casa?

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Io accumulo (raccogliere) pantofole, quelle di spugna dalla suola sottile che molti alberghi mettono a disposizione per i loro clienti. Ne ho la casa piena e alcune sono ancora avvolte nella bustina di plastica. Sono calzature che possono essere usate solo in casa, ma sono troppo preziose per sbarazzarmene (eliminare).

Sono cresciuta in Unione Sovietica, dove c’era l’abitudine di indossare le tapochki, le pantofole. Ci toglievamo le scarpe appena rientravamo a casa, per lasciare fuori la sporcizia. Portavamo le pantofole a scuola, dove i nostri compagni – su richiesta del preside – ci controllavano gli zaini per vedere se avevamo lo smenka, il cambio di scarpe. I musei fornivano (dare) contenitori pieni di pantofole di feltro (felt), così i visitatori potevano indossarle sugli stivali prima di entrare nelle sale. E sapevamo che quando andavamo a trovare un amico, ci avrebbe accolto con un paio di pantofole (slippers) pronte per l’occasione. Camminare in casa, in qualsiasi casa, con le scarpe ai piedi era un gesto di maleducazione.

Separare l’interno dall’esterno

Le conquiste dell’impero ottomano portavano in Europa le abitudini orientali. “La maggior parte degli ottomani indossava scarpe da esterno sopra scarpe da interno, come galosce (galoshes)”, spiega Lale Görünür, la curatrice del museo Sadberk Hanim di Istanbul. “Tuttavia non entravano mai in casa indossando le scarpe: le toglievano all’ingresso”. Ancora oggi le pantofole sono comuni in paesi come la Serbia e l’Ungheria.

“Abbiamo la tradizione delle pantofole perché siamo stati dominati dagli ottomani”, conferma Draginja Maskareli, curatrice del dipartimento per i tessuti e i costumi del museo delle arti applicate di Belgrado. Quando era una studente, all’inizio degli anni novanta, Maskareli è andata a Parigi per trovare dei cugini di origine serba, portandosi dietro le pantofole. “Non riuscivano a credere che avessi delle scarpe da casa”.

Gli spagnoli non si tolgono le scarpe

Oggi l’abitudine di togliere le scarpe a casa dipende dai posti. Un amico italiano mi ha detto che in Italia è considerato da maleducati andare in giro scalzi (senza scarpe) per casa, e un amico spagnolo ha sgranato (spalancare) gli occhi quando gli ho offerto un paio di pantofole: “Gli spagnoli non si tolgono le scarpe”.

In Giappone, dove le pantofole sono state introdotte dagli occidentali, la maggior parte delle persone si toglie le scarpe prima di entrare in casa. Jordan Sand, un professore di storia giapponese all’università di Georgetown, sottolinea che è l’architettura a consentire quest’abitudine. “I giapponesi vivono in case con pavimenti rialzati. È comune, anche negli appartamenti moderni, trovare uno spazio all’ingresso”, spiega. “Quando si entra dalla porta c’è un piccolo atrio e uno scalino, e il resto della casa è più alto rispetto all’esterno. Lì si lasciano le calzature. In una casa tradizionale la maggior parte dello spazio interno è coperto da tatami”. I giapponesi di solito camminano scalzi o in calzini sui tatami, ma ci sono delle eccezioni. Dove non c’è il tatami (per esempio in cucina, corridoio o bagno) si indossano le ciabatte. Ci sono un paio di pantofole apposta per il bagno.

Quando mi sono trasferita negli Stati Uniti nel 1989, le pantofole sono sparite dal mio mondo. Gli americani non tolgono mai le scarpe, e la moquette – che spesso va da una parete all’altra – porta le tracce delle scarpe. Non riuscirò mai ad abituarmi all’idea. Ogni volta che entro in casa tolgo le scarpe e ho chiesto ai miei ospiti di fare lo stesso. L’assortimento (diversità) di pantofole di spugna che mi sono procurata negli alberghi è sempre a disposizione.

Per quanto mi riguarda, accanto alla porta mi aspetta il mio paio di pantofole. Quando le indosso, i piedi sono più liberi, il pavimento è pulito e io mi sento davvero a casa.

Margerita Gokum Silver – Internazionale.it – 26 marzo 2017