Il Post, 16 gennaio 2016

Una settimana senza smartphone a 16 anni

Il racconto di una ragazza newyorkese su quello che ci si perde e quello che ci si guadagna

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Se gli adolescenti fossero dei pianeti, il loro sole sarebbero gli smartphone. Se non stiamo mandando faccine stupide su Snapchat ai nostri amici o emoticon a forma di cuore a qualcuno che ci piace, sfogliamo immagini su Instagram e controlliamo gli ultimi tweet dei nostri personaggi preferiti. Appena torniamo da scuola scriviamo ai nostri amici che abbiamo salutato soltanto un’ora prima: anche quando non stiamo facendo niente, stiamo controllando il telefono.

Secondo un rapporto di Common Sense Media (un’organizzazione non profit di San Francisco che promuove un utilizzo sicuro della tecnologia per i minori, ndt) ogni giorno gli adolescenti americani passano circa nove ore sui social media per divertimento: che è più tempo di quello che passiamo dormendo. Il 78% di noi ha un telefono, e quasi tutti usiamo qualche tipo di social media. Sembra che chi non sia sempre connesso ai social o non mandi messaggi in continuazione, sia del tutto tagliato fuori* dalle conversazioni del giorno dopo a scuola.

I miei genitori mi prendono in giro* per quanto uso il mio smartphone. Quando sono a casa, ce l’ho sempre in mano e lo tengo vicino anche a tavola. Mi dicono sempre che non potrei sopravvivere senza il mio telefono, e io rispondo che non è vero. O è vero, mi sono chiesta un giorno?

Così per un’intera settimana io non ho usato il mio smartphone. A casa ho un computer portatile, con cui avrei letto le notizie e fatto i compiti. Non avrei rinunciato alla comunicazione: avrei rinunciato alla comunicazione istantanea. Volevo capire se per noi il telefono sia davvero vitale. I miei non hanno afferrato* subito che sarei rimasta senza iPhone per una settimana. Mio padre non ci ha creduto, e mia madre si è preoccupata che girassi per Manhattan senza poterla chiamare. Le ho promesso che senza telefono sarei solo andata e tornata da scuola, e si è calmata. I miei amici meno: che senso aveva?, mi hanno chiesto. Alcuni di loro mi hanno domandato se fossi in punizione, o se si trattasse di uno dei buoni propositi per l’anno nuovo. Voler rinunciare di proposito al proprio smartphone per una settimana gli pareva inconcepibile*.

Ma io vorrei studiare informatica, e lavorare nel settore della tecnologia, quindi sono consapevole del ruolo che svolge nelle nostre vite. Spesso mi chiedo perché abbiamo bisogno di migliaia di app sempre disponibili; le funzioni di base di un telefono sono utili, ma anche le ore che passiamo a navigare, twittare o postare foto?

Ecco come è andata: il primo giorno è stato il più duro. Non ho realizzato davvero cosa stessi facendo fino alle 6.30 di lunedì mattina, quando sono stata svegliata da una specie di allarme anti-incendio: era il suono della mia vecchia sveglia che non uso mai. Mi ci è voluta un’eternità* per capire come spegnerlo.

Durante i 25 minuti in metropolitana che faccio tutti i giorni per andare a scuola, di solito ascolto la musica sul mio telefono, sonnecchiando. Non poterlo fare si è rivelata la parte più difficile di tutto l’esperimento. All’inizio è stato noiosissimo: tutti quelli intorno a me avevano gli auricolari, e l’unico suono che sentivo era il rumore del treno. Alla fine, mi sono messa a leggere; senza la musica, ho fatto altre cose e ho realizzato di essere più sveglia quando sono arrivata a scuola.

A scuola i ragazzi erano tutti seduti nel corridoio: scorrevano i cellulari o ascoltavano musica, anche mentre chiacchieravano con i loro amici. Persino durante le lezioni, molti studenti appoggiavano il cellulare sul banco, anche se ovviamente è vietato usarlo in classe.

Il resto della giornata senza telefono non è stato poi così duro.

Gli altri giorni della settimana sono stati sorprendentemente facili: il bisogno di avere sempre con me il cellulare era scomparso, non sentivo il desiderio di aggiornare Instagram tra una lezione e l’altra, e anche quando tornavo a casa e avevo il computer, non controllavo più Facebook. Riempivo i miei viaggi mattutini in metro con progetti e letture e riuscivo a recuperare le discussioni che mi ero persa nei messaggi di gruppo abbastanza velocemente, conversando realmente.

Ogni tanto, ne ho sentito la mancanza: quando sono usciti i voti ho dovuto aspettare fino all’ultima ora prima di poter controllare il mio risultato su un computer della scuola, mentre tutti gli altri avevano già guardato il loro sul telefono in un minuto, tra una lezione e un’altra. E mentre tutti impazzivano per una nuova app (che si chiama Stop), io ho dovuto aspettare di riavere il telefono per scaricarla e poterci giocare con i miei amici. Ma a parte queste scocciature*, non ho mai auto davvero bisogno dello smartphone.

Ora che l’esperimento è finito, ho imparato questa cosa: i nostri cellulari sono come il caffè. Il caffè ci dà energia e la carica per “funzionare”, e finiamo per credere di non poterne farne a meno. Ma cosa succederebbe davvero se una mattina ci dimenticassimo di bere il caffè? Di sicuro all’inizio ci sentiremmo stanchi e intontiti*, ma dopo qualche giorno, improvvisamente, non ne avremmo più bisogno. Lo stesso vale per gli smartphone: per farci stare attaccati ventiquattr’ore su ventiquattro, il mondo della tecnologia ci fornisce sempre più giochi e app, sempre più motivi per cliccare e guardare.

VIDEO (approfondimento):

 

GLOSSARIO:
Essere tagliato (oppure tagliata, se una ragazza) fuori: essere escluso/esclusa
Prendere in giro: ridere di qualcuno
Afferrare: di solito, significa prendere velocemente qualcosa con le mani. Qui significa “capire”
Inconcepibile: difficile da immaginare o da capire
Volerci un’eternità: richiedere molto tempo
Scocciatura: qualcosa di fastidioso
Abusare: usare troppo qualcosa
Intontiti: un po’ addormentati

DOMANDE
 1) Cosa pensi dell’esperimento di questa ragazza americana?
2) Secondo te, gli adolescenti (ma tutti in generale) abusano* degli smartphone?
3) Quanto tempo passi mediamente con il tuo smartphone?
4) Faresti anche tu un’esperimento simile (oppure lo hai già fatto)? Spiega le tue ragioni.
5) Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dello smartphone?
6) Come hanno cambiato la nostra vita gli smartphone?
7) A quale app non potresti rinunciare mai?

 LE PAROLE DEI SOCIAL NETWORK
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