La Repubblica, 13 luglio 2017

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Quali sono i Paesi più pigri? Per l’università di Stanford l’Indonesia, Italia al 13° posto

I ricercatori  hanno monitorato i passi dei cittadini di 46 nazioni, grazie agli accelerometri incorporati nei loro smartphone, rivelando anche un gap di genere nei paesi in cui si pratica meno attività fisica

Il mondo misurato a grandi e piccoli passi quotidiani, tracciati grazie agli smartphone: così un team di ricercatori dell’Università di Stanford ha monitorato i livelli di attività dei cittadini del globo, individuando quelli maggiormente sedentari. I più pigri? Gli indonesiani, che ogni giorno percorrono appena 3.513 passi. Al contrario, sono gli abitanti di Hong Kong a potersi fregiare del titolo di popolazione “più in forma”, con una media di 6.880 passi. La media mondiale di passi giornalieri è invece di 4.961. L’Italia fa la sua magra, ma in questo caso sana, figura, non primeggiandotra i Paesi più pigri, ma posizionandosi tredicesima su 46 nazioni considerate per livello di attività, davanti all’Irlanda e dietro alla Gran Bretagna, con 5.296 passi al dì.

Pubblicato sulla rivista Nature, lo studio fornisce una finestra sull’attività di circa 717 mila persone, analizzata tramite gli accelerometri incorporati nei loro smartphone. I risultati della ricerca, che si basa sul monitoraggio complessivo di 111 Paesi – ma che nella classifica diffusa considera soltanto le 46 nazioni dove sono stati raccolti i dati anonimi di almeno mille utenti – mostra correlazioni con i livelli di obesità, ma anche con le aree pedonali dei luoghi. 

I Paesi dove si cammina meno sono anche quelli dove si registra un maggiore gap nell’attività fisica di uomini e donne. In queste nazioni, infatti, le donne sarebbero più inattive della loro controparte maschile e, conseguentemente, più esposte al rischio di obesità. Il divario tra sessi aumenta così nei poco attivi Stati Uniti e Arabia Saudita, ma diminuisce in Svezia e Giappone, dove si cammina di più e si hanno bassi livelli di obesità.

Altro aspetto, meno sorprendente, riguarda poi l’assetto urbanistico delle città: in quelle con maggior numero di aree pedonali si registra più attività fisica a tutte le ore del giorno e anche durante la settimana, oltre che nel weekend. A muoversi, inoltre, sono tanto i giovani quanti i più anziani.

Considerati i 5,3 milioni di morti all’anno per patologie legate alla sedentarietà, l’utilizzo degli smartphone potrebbe rivelarsi utile per monitorare le abitudini quotidiane delle persone e per incrementare politiche mirate alla prevenzione delle malattie e alla promozione di una sana attività all’aperto, in grado di ridurre, oltre all’indice di massa grassa corporea, anche il rischio di ansia e depressione..

Glossario:

Accelerometro: strumento per misurare i passi

Primeggiare: essere tra i primi posti

Divario: differenza

Assetto: organizzazione

Sedentarietà: scarso movimento

Domande:
1) Cosa hanno scoperto i ricercatori che hanno condotto questo studio? Quali sono i fattori che determinano la “pigrizia” di un Paese?

2) Secondo te, perché oggi siamo sempre più pigri?

3) Quali “cattive” abitudini ci rendono più pigri?

4) Secondo te, la tecnologia ci ha reso più pigri? Perché? Fai un esempio

5) Durante lo studio sono stati misurati i passi che una persona compie in media. Hai mai provato a contare i tuoi? Quanti passi fai al giorno?

6) Il movimento fa bene al corpo ma soprattutto alla mente. Concordi con questa teoria? Perché? Ti è mai capitato di sentirti meglio dopo un po’ di sport? Cosa era successo prima? Racconta

7) Quali iniziative potrebbero essere attuate dai Paesi più “pigri” riportati nello studio per motivare le persone a muoversi di più? Fai almeno due proposte