1° agosto 2017

India, nel villaggio dei dipinti magici che prendono vita con il canto delle donne

[download]

Nella tradizione indiana, i Patachitra sono lunghi teli disegnati a mano che nel canto delle donne prendono vita sotto forma di parole e musica. È la magia pura dell’esser cantastorie in terra di Bengala, nel villaggio remoto e segreto di Naya, dove, al posto di televisioni e telefoni all’avanguardia, un gruppo d’interpreti orali, riunendosi attorno a un fuoco o a un albero, tramanda antiche favole e leggende moderne, facendosi voce di una passione per il racconto che va oltre la semplice condivisione di informazioni.
Disegno e canto, comunicazione e intrattenimento: un bellissimo esempio di multimedialità nata sei secoli avanti Cristo: “Patachitra”, lunghe strisce di carta e tessuto dipinte a mano, poi illustrate cantando.

Per raccontare le antiche leggende della mitologia hindu, per informare sui fatti di attualità, per diffondere messaggi di importanza sociale.
Urmila Chakraborty, docente di Mediazione linguistica e culturale all’Università degli Studi di Milano, racconta:«Il fenomeno degli scrolls racchiude tre elementi importanti della cultura e civiltà Indiana:

La continuità con il passato, lungo un filo socioculturale ininterrotto: nei dipinti ritroviamo le storie delle divinità hindu, i due grandi testi sacri dell’epica indiana – Ramayana e Mahabharata – e nello stesso tempo le notizie di oggi, nazionali e internazionali, la tragedia dello tsunami o l’attentato alle Torri gemelle.

L’illustrazione del motto della nazione indiana: Unità nella diversità. Le donne che nei villaggi del West Bengal hanno ereditato la tradizione dei dipinti sono in gran parte musulmane, ma si intrecciano alla religione hindu, testimonianza della coesistenza in India di religioni diverse.

Il terzo elemento importante riguarda le artiste, quasi tutte donne. Il loro lavoro, e il sostegno finanziario che ne ricavano, è una storia di emancipazione economica e sociale che a sua volta vuole farsi voce nella lunga strada che l’India deve percorrere verso la parità. La denuncia degli abusi, delle tradizioni che ancora calpestano i diritti di spose o uccidono i feti, sono temi ricorrenti nei racconti che vivono negli scrolls. Allo stesso tempo, il Governo indiano incoraggia l’attività delle donne cantastorie come strumento di trasmissione di messaggi sociali, come la prevenzione dell’Aids o la salvaguardia dell’ambiente.

Vanno per i villaggi e per gli altri Stati dell’India con le loro opere, le srotolano lentamente cantando. Con i loro spettacoli fanno rivivere una tradizione che l’avvento dei mezzi di comunicazione più moderni aveva messo in pericolo.

Ecco il link del video e dell’articolo completo:

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2012-09-25/dipinti-cantati-milano-voce-164552.shtml?uuid=Abi1YWjG&refresh_ce=1

Domande:

  1. Che cosa raccontano i dipinti delle artiste di Naya?
  2. Qual è lo scopo principale di questi dipinti?
  3. In che modo la popolazione Indiana beneficia di questo progetto?
  4. Quali limitazioni ci sono nel raccontare fatti d’attualità attraverso un dipinto?
  5. Nei tuoi viaggi hai incontrato altre forme d’arte altrettanto particolari?
  6. In quali altri modi si possono tramandare leggende e storie popolari?
  7. É importante promuovere questi tipi di progetti? Perché?
  8. Perché, secondo te, le artiste sono quasi tutte donne?
  9. Conosci altri artisti che criticano indirettamente la società moderna attraverso la loro arte? Fai un esempio
  10. Se dovessi rappresentare la società australiana di oggi con un dipinto, cosa disegneresti?