La vita segreta delle piante

di MARCO ANGELILLO

la Repubblica

30 Settembre 2017

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Anche le piante giocano. È una delle ultime scoperte di Stefano Mancuso, professore all’Università di Firenze. Ed è solo l’ultimo dei segreti svelati dagli esperti del mondo vegetale, un universo in gran parte ignoto, nonostante gli esseri umani lo frequentano da migliaia di anni. Ora però c’è chi sta iniziando a decifrare i criptici segnali che ci arrivano da fiori e alberi.
Il gioco, dunque. «I piccoli di girasole, appena nati, fanno movimenti che sembrano inutili: sono i primi tentativi di vita sociale». Mancuso descrive anche vere e proprie cure familiari: «Immaginate un seme che cade sul suolo di una foresta. Un albero necessita di tutta la luce possibile per portare avanti la fotosintesi, ma il sottobosco è un luogo buio, in cui sia la qualità che la quantità della luce non sono adatte alla vita di una pianta». Gli alberi impiegano anni prima di riuscire a utilizzare la fotosintesi, eppure le giovani querce si sviluppano fino a diventare alberi adulti. Come fanno? «Sono le piante vicine al nascituro e appartenenti allo stesso clan che si accollano il mantenimento del giovane germoglio». Lo fanno attraverso una rete di radici, sotterranea e ramificatissima, che fornisce tutto il nutrimento necessario.

Pietro Maroè racconta «Ho scoperto la timidezza delle chiome nella riserva naturale di Vallombrosa, in Toscana, in un bosco di abeti di Douglas. Tra le chiome delle conifere passa una sottile lama di luce, quasi un territorio neutrale dove nessun albero si addentra. È una scelta basata sull’ottimizzazione della luce disponibile: ciascun abete ha così lo spazio per vegetare e crescere. Le piante vedono e, attraverso la luce, capiscono chi c’è intorno, a quale distanza».

La vita sociale delle piante non si limita al regno vegetale, ma anche a quello animale, grazie alla capacità di manipolare a proprio favore il comportamento di insetti, uccelli, piccoli rettili e persino mammiferi, uomo incluso, tutti potenziali trasportatori di polline. Le piante si mettono in evidenza attraverso i colori, i profumi, le forme dei loro fiori, ma agiscono soprattutto utilizzando la chimica. Una pianta di pomodoro, quando è attaccata dai bruchi, è in grado di produrre sostanze che, mangiate dagli animali, ne modificano le abitudini alimentari: «I bruchi diventano cannibali, si mangiano tra loro e le foglie del pomodoro sono salve» conferma Mancuso.

I girasoli giocano

Si è scoperto di recente che i vegetali si servono  delle droghe: alcune specie danno agli insetti piú attivi le sostanze che danno dipendenza, quelli che riescono a trasportare la maggior quantità di polline, negandole agli individui più pigri: si garantiscono così una migliore capacità riproduttiva. «Una strategia da pusher» azzarda Mancuso «che sembra avere molto successo».

Di dipendenza dagli alberi ne sa qualcosa Maroè. «Quando non mi arrampico sui rami per un po’ di tempo» confessa, «sento che non sto bene e desidero tornare il prima possibile a lavorare tra le chiome. Le piante mi trasmettono sostanze benefiche, alle quali non so rinunciare». Per Pietro ogni albero ha il suo carattere e si comporta in maniera diversa. «So che è difficile da spiegare, ma ho sperimentato che ci sono piante che ti accolgono e altre che si rifiutano di farti salire».

Glossario

Svelare:Rivelare, Far conoscere                                  Criptico: Misterioso
Nascituro: chi sta per nascere                                   Accollarsi: prendersi la responsabilità
Conifera: Alberi tra cui abeti, cipressi, pini                   Accogliere: Ricevere

Domande

  1. Credi che le piante abbiano un cervello e dei sentimenti?
  2. Passi molto tempo nella natura e nel verde?
  3. Quali sono i benefici fisici e mentali del passare tempo nella natura?
  4. Credi che a Melbourne ci siano abbastanza spazi verdi?
  5. Regali mai piante e fiori per compleanni o feste? Quali piante ti piace regalare?
  6. Fai qualche esempio sull’importanza delle piante per gli esseri umani.