In Australia sono d’accordo sui matrimoni gay, ma litigano lo stesso

Il primo ministro conservatore è favorevole ma vuole un referendum, i laburisti chiedono di approvare una legge e basta.

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Gli antefatti

La maggioranza degli australiani è a favore della legalizzazione dei matrimoni omosessuali. Il problema è che il parlamento non lo è, o che semplicemente non riesce a coordinarsi. Per questo motivo, nel 2016 il primo ministro australiano Malcolm Turnbull aveva annunciato che il suo governo di coalizione, avrebbe organizzato un referendum non vincolante nel febbraio del 2017 per modificare la legge in vigore e consentire il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Turnbull e parte dei conservatori sono favorevoli ai matrimoni gay. Nonostante questo, la proposta di Turnbull ha trovato la forte opposizione dei laburisti che sono riusciti a bloccare temporaneamente il referendum, ma non perché siano contrari ai matrimoni gay: chiedono che la legge sia approvata direttamente dal Parlamento, senza passare dal referendum. L’enorme costo stimato del referendum – quasi 120 milioni di dollari – è un altro problema che l’opposizione non può ignorare, dice Shorten, leader dei laburisti. Attualmente il governo non ha i numeri necessari per approvare il referendum al Senato.

Un po’ di storia

In Australia avere rapporti sessuali omosessuali è legale solo dal 1994 e il matrimonio tra persone dello stesso sesso è proibito dal 2004, quando l’allora primo ministro conservatore John Howard fece modificare l’Australian Marriage Act del 1961 correggendo la sua formulazione generica e autorizzando solo le unioni tra coppie eterosessuali, o meglio: definendo il matrimonio come «l’unione di un uomo e una donna con l’esclusione di tutti gli altri». L’Australian Marriage Act in origine non specificava invece il genere degli sposi. Questa definizione fu poi sostenuta anche dall’allora capo del Labor Party Kevin Rudd nel 2007: “Ho una visione piuttosto semplice della cosa, così come si riflette nella posizione adottata dal nostro partito, e cioè che il matrimonio è quello tra un uomo e una donna.” È stato soltanto nel 2012 che il Labor Party si è pronunciato a favore dei pari diritti al matrimonio.

 L’Australia legalizzerà i matrimoni gay

In un referendum consultivo i sì hanno vinto con il 61,6% e il primo ministro Turnbull ha promesso che ci sarà una legge entro Natale, per recepire la volontà popolare. Il referendum si è svolto con voto postale e hanno partecipato il 79,5 per cento degli aventi diritto: 7.817.247 persone hanno votato a favore della legalizzazione dei matrimoni gay, mentre 4.873.987 persone hanno votato contro. All’annuncio dei risultati da parte dell’ufficio nazionale di statistica ci sono state feste e manifestazioni in diverse città. Turnbull ha detto che gli australiani «hanno votato sì per l’equità, sì per l’amore. E ora tocca a noi qui in parlamento darci da fare»; mentre il leader laburista Bill Shorten ha detto: «Voglio solo farvi una promessa: oggi facciamo festa, domani facciamo la legge».

 

Glossario
Vincolante: obbligatorio, che deve essere fatto
Consentire: permettere
Stimato: giudicato, ritenuto, previsto
Sostenuta: supportata
Recepire: accettare, ricevere

 

Domande

1.      Pensi sia giusto fare un referendum su questi argomenti?

2.      Quali sono le differenze tra l’Italia e l’Australia sull’argomento?

3.      Invece di investire così tanti soldi in un referendum, quali metodi si potrebbero utilizzare per conoscere l’opinione della gente in maniera più economica?

4.      Cosa pensi che succederà adesso nel parlamento di Canberra?

5.      Se tu fossi il Primo Ministro quale referendum organizzeresti?