Sacchetti per frutta e verdura a pagamento, scoppia la rivolta online

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Nel 2018 le famiglie italiane spenderanno tra 4,17 e 12,51 euro in più per la spesa alimentare fatta in supermercati e  spermercati. Dal primo gennaio, infatti, si pagano i sacchetti biodegradabili per frutta, verdura, carne e pesce. 
L’ Osservatorio di Assobioplastiche (Associazione italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili) assicura: «Non ci sono manovre ai danni del consumatore». Ma i clienti dei supermercati non la pensano così: e sui social hanno cominciato a postare i «trucchi » ideati per sfuggire ai costi della nuova norma.

Il costo dei sacchetti

Ogni singolo sacchetto costerà fra 1 e 3 centesimi di euro. « Un costo in più ma la norma è virtuosa– spiega Marco Versari, presidente di Assobioplastiche -, va nella direzione della salvaguardia dell’ambiente perché questi sacchetti non solo sono biodegradabili ma possono essere riutilizzati per inserire i rifiuti “umidi” facendo risparmiare il costo di un altro ». Di diversa opinione le Associazioni dei consumatori che parlano di una “tassa occulta a carico dei consumatori”.

Cosa dice la legge

La legge rende obbligatori i sacchetti biodegradabili. Per questioni igieniche non si potrà portare il proprio sacchetto da casa e sarà quindi obbligatorio spendere qualche centesimo per comprare frutta, verdura o altri prodotti.  In caso di mancanze da parte dei venditori – l’obbligo si estende dalla grande distribuzione ai piccoli negozi – sono previste multe che vanno da 2.500 a un massimo di 25mila euro. 

Cosa dice Legambiente

«L’innovazione – dice Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente – ha un prezzo ed è giusto che i sacchetti siano a pagamento ma sia garantito un costo giusto che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a sacchetto. Speriamo che l’Italia continui il suo impegno per la tutela e salvaguardia dell’ambiente».

Legambiente ricorda che in questi anni l’Italia si è dimostrata un esempio virtuoso in Europa per la riduzione dell’uso delle buste di plastica ed è stato il primo paese europeo ad approvare, nel 2011, la legge contro gli shopper non biodegradabili.

 Il sondaggio

Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Public Affairs, infatti, quasi 6 italiani su 10 (il 58%) si dichiarano favorevoli all’introduzione dei sacchetti in materiale biodegradabile. Per quanto riguarda il pagamento, solo un italiano su tre (il 29%) si dichiara assolutamente contrario. In ogni caso, oltre la metà degli italiani (59%) accetta il costo di 2 centesimi per sacchetto accettabile; mentre una minoranza (il 13%) non lo accetta.

GLOSSARIO

RIVOLTA : rivoluzione, di persona che si ribella

BIODEGRADABILI: di prodotto che, disperso nell’ambiente, si decompone facilmente in parti meno inquinanti, grazie all’azione di batteri o altri microrganismi

SALVAGUARDIA: protezione

RIUTILIZZATI: utilizzati più volte

OCCULTA: nascosta

DOMANDE

  1. Pensate sia giusto far pagare i sacchetti per la frutta e verdura? Perchè?
  2. Il prezzo di un centesimo, due centesimi o tre centesimi è un prezzo giusto?
  3. E’ giusto che gli italiani si lamentino per il prezzo dei sacchetti a pagamento?Perchè?
  4. Pensate che pagare i sacchetti biodegradabili per la frutta e la verdura aiuti veramente l’ambiente? Perchè?
  5. In Australia i sacchetti per la spesa non si pagano. Siete d’accordo? Perchè?
  6. Quando fate la spesa, portate i vostri sacchetti da casa o prendete quelli del supermercato?
  7. Quando prendete i sacchetti del supermercato li riutilizzate? Per cosa?
  8. Voi cosa fate per aiutare l’ambiente?
  9. Quanto e’ importante per voi riciclare plastica, carta e vetro? Perchè?
  10. Voi insegnate ai bambini (figli, nipoti, amici) a fare la raccolta differenziata?
  11. I bambini a scuola imparano a riciclare plastica, carta e vetro?