«Ciao» compie 200 anni: è la parola italiana più celebre dopo «pizza»

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«Ciao ciao bambina». Nel 1959 Domenico Modugno vinse al Festival della canzone Italiana di Sanremo cantando la canzone dal titolo Piove. In realtà quella canzone è rimasta nella memoria per il ritornello: «Ciao ciao bambina», che si è  poi diffuso all’estero nella trascrizione inglese «Chiow Chiow Bambeena», in quella tedesca «Tschau Tschau Bambina», in quella spagnola «Chao chao bambina».
Il linguista Nicola De Blasi sostiene che la canzone di Modugno ha rappresentato la svolta decisiva nella fortuna internazionale della parola «ciao», la forma di saluto più familiare che si conosca, non solo in Italia. In realtà, dice il lingusta, il termine era già noto oltre i confini nazionali: in un romanzo francese di Paul Bourget del 1893, un personaggio diceva in italiano «Ciao, simpaticone» e nei primi del Novecento veniva suonato un valzer intitolato «Ciao». Il saluto arrivò ben presto nei film neorealisti e nelle commedie all’italiana nel momento in cui il cinema italiano ebbe un successo mondiale.

Dal cinema ai giornali
La parola «ciao»  si è diffusa nel mondo a partire dagli anni ’60, gli anni del boom economico in Italia.
Nel 1967 al Festival della canzone Italiana, il cantante Luigi Tenco presenta una canzone dal titolo “Ciao amore ciao” , e subito dopo la sua morte nello stesso anno, l’azienda italiana Piaggio decide di battezzare «Ciao» un suo motorino che con lo slogan pubblicitario «Bella chi ciao» punta sul pubblico giovanile. E ai lettori giovani, l’anno dopo, si rivolge anche il settimanale illustrato «Ciao 2001», mentre a grandi e bambini viene proposta la crema al cioccolato «Ciaocrem».

Nelle canzoni
Il 1968 è l’anno in cui, sempre a Sanremo, Luis Armstrong canta con Lara Saint Paul “Ciao, stasera son qui”. La parola «Ciao» diventa sempre più famosa e giunge all’apoteosi nel 1990 con la mascotte dei Mondiali di calcio chiamata appunto Ciao.
Attualmente, dopo la parola «pizza», «ciao» è la parola italiana più pronunciata nel mondo .
La parola «Ciao»  ha avuto un grande successo anche nella musica: «Questa mattina mi son svegliato, oh bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao», queste sono le parole del canto dei partigiani, che si sarebbe imposto molto dopo come inno politico di resistenza e di liberazione

 Le prime testimonianze
Il fatto curioso è che la parola «Ciao»  deriva dalla lingua latina e rimandava alla parola “schiavo”.
Dal Quattrocento si introduce l’abitudine di salutare qualcuno dichiarandosi suo schiavo: da qui la parola «ciao» che origina dal veneziano «s’ciavo», schiavo, appunto.
La prima testimonianza scritta invece risale a due secoli fa: nel 1818 infatti il tragediografo cortonese Francesco Benedetti in una lettera accenna alle gentilezze ricevute da una signora che lo conduce alla Scala e dai milanesi in genere: «Questi buoni Milanesi cominciano a dirmi: Ciau Benedettin».

(Adattamento da Corriere.it)

GLOSSARIO

RITORNELLO: parte di una canzone che si ripete
SVOLTA: cambiamento
NOTO: famoso
SIMPATICONE: molto simpatico
EBBE: passato remoto del verbo essere
PIAGGIO: è il nome di un’azienda che produce moto
PUNTA: si rivolge a, vuole conquistare
GIUNGE ALL’APOTEOSI: arriva al massimo del suo successo

DOMANDE

1. Prima di studiare italiano, conoscevi delle parole? Quali?
2. Quali sono le parole italiane più difficili che hai imparato? E perchè erano difficili?
3. Da quanto tempo studi italiano e perchè hai deciso di studiarlo? (Racconta la tua storia)
4. Cosa ti piace di più della lingua italiana e cosa ti piace di meno? Perchè?
5. Cosa ti piace di più dell’Italia (e degli Italiani) e cosa ti piace di meno? Perchè?
6. Quando vai in Italia, parli in Italiano?
7. Per la tua esperienza, come si comportano gli italiani quando tu parli la loro lingua?
8. Secondo te l’Italiano è una lingua difficile? Perchè?
9. Oltre all’inglese e all’Italiano, conosci altre lingue straniere? Quali?
10. Secondo te, qual è la lingua del futuro in Australia, dopo l’inglese? Perchè?