Lotta al fumo, l’Australia fa scuola: gli Stati possono vietare i pacchetti colorati e marchi

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Anche i non fumatori e i nemici intransigenti delle sigarette saprebbero riconoscere a prima vista il pacchetto bianco e rosso delle Marlboro, quello azzurro delle Gauloise o il logo delle Ms e delle Lucky Strike. Nel bene o nel male icone, che potrebbero uscire di scena come risultato di una vicenda cominciata in Australia e passata per Ginevra: l’inizio della fine (forse) per i pacchetti colorati e il colpo definitivo (forse) al tabagismo.

In Australia
È il 2011, il Governo di Canberra crede che obbligare i produttori a stampare messaggi e foto shock sui pacchetti di sigarette non sia abbastanza per dissuadere il consumo. In Australia, ogni anno, il fumo uccide 19mila persone e per il ministro della Salute Nicola Roxon è la prima causa di morte e malattie nel Paese. Senza parlare degli alti costi per il sistema sanitario. Per questa ragione il ministro ha alzato il tiro e ha proposto di permettere la vendita di sigarette solo in pacchetti anonimi, tutti uguali e tutti di un colore grigio-verde, sui quali il produttore deve limitarsi a scrivere solo il nome della marca. Nessun segno particolare che balzi all’occhio e faccia distinguere, tanto per dire, un pacchetto di Chesterfield da uno di Philip Morris.
Questa proposta di legge ha superato l’esame del Parlamento. Ma la reazione dei big del tabacco come Philip Morris e Japan Tobacco, è stata immediata: le multinazionali dicono che la legge sui pacchetti di sigarette viola le regole della proprietà intellettuale e può agevolare la contraffazione. La giustizia australiana ha dato però ragione al Governo.
Nel 2012 un altro produttore mondiale di sigarette si è rivolto all’Organizzazione Mondiale del Commercio (World Trade Organization), ma la legge australiana ha vinto ancora una volta grazie ad un nuovo verdetto emesso a Ginevra.
Secondo il “tribunale” dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’Australia (e qualunque altro Paese voglia seguirne l’esempio) può imporre i pacchetti anonimi perché gli accordi dell’Organizzazione mondiale del commercio permettono agli Stati di adottare tutti I provvedimenti necessari per tutelare la salute pubblica.
Immediata la soddisfazione dell’Organizzazione mondiale per la salute: «La decisione della Wto spingerà altri Stati a fare come l’Australia».
Oltre all’Australia hanno già preso in considerazione l’idea dei pacchetti anonimi Paesi come il Belgio, il Canada, la Colombia, l’India, Panama, la Malesia, la Turchia e Singapore. Regole simili sono in via di adozione in Francia, Ungheria, Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Slovenia e Regno Unito.

 

GLOSSARIO

INTRANSIGENTI: rigidi, inflessibili
USCIRE DI SCENA: sparire, non essere più
TABAGISMO: uso abituale e prolungato di tabacco
DISSUADERE: Scoraggiare, non incoraggiare
ALZARE IL TIRO: inasprire, essere più rigidi
BALZI ALL’OCCHIO: attiri l’attenzione
VÌOLA: trasgredire, infrangere/non rispettare una regola o una legge
AGEVOLARE: favorire

DOMANDE

  1. Siete d’accordo con la legge Australiana sul commercio dei pacchetti anonimi di sigarette? Perchè?
  2. Siete fumatori? Perchè vi piace o non vi piace fumare?
  3. Secondo voi perchè le persone fumano sigarette e tabacco?
  4. Chi fuma viene influenzato da altre persone (es: amici)?
  5. Qual è la cosa che vi dà più fastidio delle persone che fumano?
  6. In Italia nei ristoranti ci sono delle sale per fumatori dove il cliente può mangiare e fumare. Siete d’accordo? Perchè?
  7. Secondo voi, che cosa si potrebbe fare per contrastare e scoraggiare il consumo di tabacco?
  8. Per un fumatore assiduo è davvero possibile smettere di fumare? In che modo?
  9. Che consigli dareste a chi vuole smettere di fumare?
  10. Pensate che la sigaretta elettronica sia meno nociva delle sigarette tradizionali? Perchè?