Australia e Italia, così vicine e così lontane

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Mentre il ministro dell’Interno e vice-premier del governo italiano Matteo Salvini lancia il modello “No Way” dell’Australia sulla gestione dei flussi migratori, a Canberra si consuma l’ennesima crisi politica in pochi anni: il ministro del Tesoro, Scott Morrison è il nuovo premier, avendo sconfitto gli sfidanti del Partito Liberale dopo le dimissioni da capo del governo di Malcolm Turnbull, in carica dal 2015. Pur essendo stato uno stretto collaboratore di Turnbull, il nuovo premier australiano è noto per le sue posizioni dure contro l’immigrazione, tanto che è diventata celebre la sua frase “la legge che ha consentito l’ingresso dei libanesi negli anni Settanta è stata sbagliata”.

Sembra difficile immaginare che un’economia così florida come l’Australia abbia tante ragioni per mandare a casa un governo dopo l’altro. Negli ultimi 8 anni ne sono cambiati 6, un po’ come è accaduto in Italia negli ultimi anni, nonostante i due Paesi siano agli antipodi geograficamente, oltre che politicamente e sul piano economico. La goccia che ha fatto traboccare il vaso adesso è stata la politica energetica. Turnbull si è discostato dalle posizioni conservatrici classiche del suo partito, puntando sull’apertura di centrali solari ed eoliche per  abbattere le emissioni inquinanti. L’ala destra gli chiedeva, invece, di continuare a sostenere l’industria del carbone. Anche su altri temi si registravano prese di posizione molto particolari, ad esempio è contrario alle nozze gay, tanto per fare un esempio.

Crescita e immigrazione, il caso Australia

Il tema dell’immigrazione si è rivelato importante e forse decisivo per l’ultimo cambio di governo. L’Australia non vede una recessione da ben 27 anni, avendo così segnato un record mondiale, detenuto fino a poco tempo fa dall’Olanda. La crisi finanziaria mondiale del 2008-2009 è stata brillantemente schivata e la ricchezza del Paese non fa che crescere dal 1991. Com’è possibile tanto malcontento in un paese così apparentemente ben messo? La risposta riguarda essenzialmente la bassa crescita dei salari, nettamente inferiore rispetto a quella della ricchezza del Paese. La differenza sta nell’elevato tasso di crescita della popolazione, a sua volta trainato dall’immigrazione. In pratica, la ricchezza aumenta senza sosta, ma soprattutto per l’ingresso di nuovi immigrati, i quali aumentano l’offerta di lavoro e spingono i salari verso il basso.

Non è un caso che gli australiani non percepiscano nelle loro vite questo record mondiale di cui andare fieri. Anzi, a fronte di salari e stipendi in leggerissimo aumento, il loro indebitamento è cresciuto del 17% nell’ultimo decennio, salendo al 122%, legato al boom dei prezzi delle case. E’ noto, infatti, come in Australia sia in corso da molti anni una pericoloso aumento dei prezzi nel settore immobiliare, che se da un lato sta sostenendo proprio l’economia, dall’altro ne rappresenta una delle principali minacce. In pratica, gli stipendi non reggono il ritmo del costo di acquisto di un’abitazione e spingono sempre più famiglie e per somme maggiori a indebitarsi.

Il caso australiano è esemplare per il dibattito italiano: nemmeno un’economia in ottima forma è esente dal problema immigrazione. Quale che sia l’opinione sul tema, è evidente come l’arrivo di manodopera dall’esterno, specie a basso costo, da un lato accresce l’offerta di lavoro e stimola la produzione, i consumi e la ricchezza del paese, ma dall’altro tende a ridurre i salari, essendo maggiore la concorrenza tra i lavoratori. Pertanto, bisogna trovare un equilibrio. Se le frontiere chiuse a prescindere sarebbero un male con l’invecchiamento progressivo della popolazione e la riduzione conseguente della forza lavoro in un’economia avanzata, nemmeno la politica delle porte aperte a tutti i costi potrebbe apparire nettamente benefica. La questione quindi rimane aperta.

(fonte: Investire Oggi.it)

GLOSSARIO

FLORIDA: ricca
ANTIPODI: in due parti opposte
LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO: la causa scatenante
DISCOSTATO: allontanato
SCHIVATA: evitata
BEN MESSO: che sta bene, in salute
ESENTE: immune

DOMANDE

  1. Vi piace il nuovo primo ministro australiano Scott Morrison? Perchè?
  2. Cosa pensate della sua frase ” la legge che ha consentito l’ingresso dei libanesi negli anni Settanta è stata sbagliata”?
  3. Vi piaceva il vecchio Premier Malcom Turnbull? Perchè?
  4. Negli anni scorsi avete sentito parlare della recessione economica in Europa e in Italia? Cosa sapete?
  5. Secondo voi è vero che l’ingresso di nuovi immigrati in Australia fa crescere la ricchezza del Paese, ma non fa crescere in generale gli stipendi delle persone? Perchè?
  6. Personalmente siete consapevoli della richhezza del vostro Paese rispetto al resto del mondo?
  7. Come misurate la ricchezza dell’Australia? (Nell’occupazione, nei servizi, nell’economia etc etc)
  8. La questione dei prezzi delle case in Australia sta diventando un problema in Australia? Perchè?
  9. Secondo voi i prezzi delle casa in Australia sono giusti? Perchè?
  10. Qual è il vostro tipo di casa ideale? Come è fatta? Provate a descriverla.