STORIA E ARTE ADDIO

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Nelle ultime settimane la scuola italiana ha fatto parlare di sé per motivi molto preoccupanti: a scatenare le proteste e la reazione di studiosi ed esperti del settore è stata la scelta della Commissione Parlamentare presieduta da Luca Serianni di eliminare la traccia di Storia dall’esame di maturità.
Una proposta che si aggiunge alla lunga lista di cambiamenti e riforme che hanno riguardato la scuola italiana negli ultimi otto anni, in cui spiccava già il triste trattamento che una disciplina come la Storia dell’Arte stava subendo: quella di Serianni è solo l’ultima di una lunga serie di scelte che potrebbero trasformare l’Italia in un Paese incapace di guardare al passato e dunque, senza futuro.

Storia dell’arte fuori dagli esami di maturità: i cambiamenti

Ma cosa è cambiato davvero nelle scuole italiane? Per quanto riguarda le discipline storico-artistiche il discorso è lungo e complesso, e nasce più o meno all’epoca della riforma Gelmini del 2010: da allora, le ore dedicate alla Storia dell’arte sono state drasticamente diminuite (ma non eliminate del tutto) sia nei licei sia negli istituti tecnici e professionali, in ottica di un’ottimizzazione del monte ore e delle risorse già esigue della scuola.
Per l’insegnamento della Storia il discorso è diverso: la materia continuerà, per fortuna, ad essere insegnata e studiata sia nei licei che negli istituti tecnici e professionali, ma il grande traguardo dell’esame di maturità subirà in questo senso una drastica modifica.
Niente più argomento di storia fra le tipologie previste per il tema. Ci si chiede ora se una decisione di questo genere modificherà l’approccio allo studio di una disciplina che, scomparendo dalla “lista” di competenze e saperi richiesti ad un maturando, molto probabilmente verrà sempre di più sottovalutata.
«La maggior parte dei giovani, alla fine del secolo, è cresciuta in una sorta di presente permanente, nel quale manca ogni tipo di rapporto organico con il passato storico del tempo in cui essi vivono. (…)Il lavoro degli storici, il cui compito è ricordare ciò che altri dimenticano, è ancora più essenziale ora di quanto mai lo sia stato nei secoli scorsi.» Nel suo lavoro più conosciuto lo storico Eric Hobsbawm parlava così. Erano gli anni Novanta, e si iniziava a fare i conti con quel “Secolo breve” che stava cambiando radicalmente, secondo lo storico, il modo in cui l’uomo si relazionava al progresso e al proprio futuro.

L’importanza dell’Arte per i giovani

Il pensiero di Hobsbawm è oggi passato sotto silenzio: scegliere di privare i giovani degli strumenti essenziali di lettura della realtà storica vuol dire privarli della possibilità di scegliere e determinare il loro futuro.
Perché questo vuol dire sostanzialmente studiare la storia o la storia dell’arte: acquisire la capacità di leggere i fatti, gli accadimenti o, nel caso della storia dell’arte, i linguaggi creativi, in modo razionale e approfondito in modo da poter sviluppare una coscienza individuale, collettiva, civile, e politica.
E anche l’Arte, in questo senso, è vitale: non è mai stata fine a sé stessa, e le grandi esperienze del Rinascimento ci hanno insegnato come un quadro o un dipinto possa nascondere molta più realtà e politica di quanto pensiamo.
L’arte ha linguaggi e regole ben precise che, se approfondite, permettono di codificare messaggi che altrimenti resterebbero nascosti: questa capacità, in un’epoca in cui tutto è immagine e comunicazione visiva, è indispensabile.
La storia è il presente che in qualche modo è già stato sperimentato, analizzato e vissuto: senza di esso, siamo come ciechi senza una guida.
 

GLOSSARIO

SCATENARE: fare nascere, creare, iniziare  
PRESIEDUTA: diretta, tenuta
SPICCAVA: emergeva, si notava
MONTE ORE: il totale delle ore
ESIGUE: scarse, poche
DRASTICA: radicale
MATURANDO: ragazzo che frequenta l’ultimo anno di scuola superiore, che deve fare l’esema di maturità
PRIVARE: togliere a
ACCADIMENTI: avvenimenti
 

DOMANDE

  1. Quando eravate a scuola, avete studiato la Storia e la Storia dell’Arte? Vi piaceva? Perché?
  2. Secondo voi é importante per un giovane studiare la storia del proprio Paese e quella internazionale?
  3. Quali materie scolastiche pensate siano superflue in Australia? Perché?
  4. Quali materie non dovrebbero mai mancare nel percorso formativo di un giovane? Perché?
  5. Come funziona il sistema scolastico in Australia?
  6. Conoscete il sistema scolastico italiano? Cosa sapete?
  7. Quali erano le vostre materie preferite a scuola? Perché?
  8. Quali di queste materie vi sono veramente servite all’Università e nella vostra vita?
  9. Avete mai frequentato un corso di studi all’estero? Dove? Cosa avete studiato?
  10. Vi piacerebbe fare qualche corso in particolare? Quale? Perché?