Un giornale che dà lavoro a ragazzi in difficoltà e paga i lettori fedeli. È in edicola Paese Sera

[download]

Se non fosse romantica e socialmente onorevole la definiremmo semplicemente pazza l’idea di Luca Mattiucci – giornalista che da 15 anni si occupa di tematiche legate al sociale – di fondare un quotidiano cartaceo nel 2018. Invece lui va oltre e propone un progetto accattivante che non facciamo fatica a considerare come “una startup sociale” in puro old style.
“Paese Sera”, che richiama il giornale della sinistra che ha avuto un discreto successo di vendite e lettori fino al 1994, è figlio del quindicinale distribuito gratuitamente sui treni Italo e oggi è anche un quotidiano nelle edicole di Milano, Roma e Napoli. Come si legge sulla pagina Facebook, “Il Paese Sera non ha alcun tipo di rapporto con il quotidiano Repubblica o con altri gruppi editoriali già esistenti. La nostra posizione “politica” si pone a difesa delle fragilità sociali. Del vecchio Paese Sera, e in generale degli anni migliori del giornalismo italiano, più che la posizione politica vogliamo prendere e riproporre un metodo”.

Una startup sociale
La definizione di “startup sociale” non è casuale infatti la formazione della redazione è del tutto originale: tornano gli strilloni ma sono migranti ed ex-detenuti selezionati dalla Comunità di Sant’Egidio; la redazione è formata esclusivamente da neo-mamme o neo-papà, disoccupati provenienti dalle aree più in difficoltà del paese e giovani. Sempre in redazione c’è un gruppo di giornalisti esperti che supporta e supervisiona il lavoro senza scrivere gli articoli.
Tutti saranno pagati secondo una distribuzione equa rispetto alle responsabilità, ovvero lo stipendio più elevato non supererà di 4 volte quello più basso dell’intera filiera produttiva. E poi i social, naturalmente, che saranno gestiti esclusivamente da persone con sindrome di Asperger, quindi un’altra categoria che solitamente trova enormi difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro è coperta.

Un bonus per i lettori più fedeli
Ma l’iniziativa più curiosa è quella che riguarda i lettori, ai più assidui infatti Paese Sera riconoscerà un bonus annuo di 99 euro da spendere in donazione verso un soggetto no-profit, in denaro su conto corrente o per l’acquisto di un abbonamento ad un altro giornale. Grandi novità anche per gli edicolanti, altra categoria in fortissima crisi, che potranno tenersi in tasca l’intera somma del costo del giornale (50 centesimi), a fronte dei 10 che restano dalla vendita degli altri quotidiani.

L’editore? Un’impresa sociale
Per quanto riguarda l’editore non si farà riferimento ad una singola persona o ad una singola azienda ma si tratta di un’impresa sociale che accetta il sostegno di chiunque tramite l’acquisizione di quote (massimo 50 ciascuna e una vale 1000 euro); “Mille padroni, nessun padrone, se non la ricerca puntuale della verità libera da condizionamenti” come si legge sempre su Facebook. Il primo numero è datato 29 ottobre e nelle edicole, soprattutto di Roma, è andato a ruba, alla faccia di chi crede che il cartaceo sia morto, e il primo editoriale porta una firma eccellente, quella di Erri De Luca, uno degli scrittori più attivi nel campo del sociale.
Una squadra del Paese Sera oltre ad un’azienda editoriale rappresenta anche la speranza per un settore sempre più in crisi che non accetta di soccombere al silenzio assordante del web.

 

 GLOSSARIO

CARTACEO: fatto di carta
ACCATTIVANTE: è la residenza del Presidente della Repubblica Italiana, si trova a Roma
QUINDICINALE: rivista che viene pubblicata ogni 15 giorni
QUOTIDIANO: giornale che viene pubblicato ogni giorno
SI PONE A DIFESA: vuole difendere
RIPROPORRE: proporre di nuovo
STRILLONI: persone che nel passato vendevano i giornali per strada, strillando (urlando)
DISOCCUPATI: persone che non lavorano, che hanno perso il lavoro
EQUA: uguale
ASSIDUI: continui, costanti, abituali
EDICOLANTI: le persone che lavorano in edicola e vendono i giornali
È ANDATO A RUBA: è finito subito
 DOMANDE

  1. Vi piace l’idea che ha avuto Luca Mattiucci? Perchè?
  2. Conoscete situazioni editoriali in Australia simili a quella del Paese Sera in Italia/ Parlatene insieme.
  3. Se un giornale vi desse un bonus di $200 l’anno, sareste più incentivati a comprarlo o no? Perchè?
  4. Quanto è importante l’integrazione delle persone “socialmente” più deboli nella realtà quotidiana e quindi anche in quella lavorativa? Perchè?
  5. In Italia nelle aziende un certo numero di posti di lavoro per legge deve essere dedicato alle così dette “categorie protette” cioè a quelle persone che hanno qualche disabilità psico-fisica. È così anche in Australia?
  6. Se poteste creare una startup sociale, di che cosa si occuperebbe? Perchè?
  7. Se vinceste la lotteria, dareste una parte della vostra vincita in beneficienza? A chi e perchè?
  8. Secondo voi, l’Australia in generale e Melbourne in particolare sono attive nell’ambito del sociale? Perchè? Che tipo di attività o iniziative vengono fatte?
  9. Credete sia giusto che tutte le persone, anche nel loro piccolo, siano attive nel sociale? Perchè?
  10. Avete mai fatto volontariato? Cosa avete fatto e dove? È stata una bella esperienza per voi?