L’ATTENTATO IN NUOVA ZELANDA E LA VIOLENZA SUI SOCIAL MEDIA

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Brenton Tarrant è il nome del colpevole dell’attentato terroristico in Nuova Zelanda contro due moschee a Christchurch. L’uomo ha filmato la sparatoria e il massacro in diretta su Facebook e ha rivendicato l’attentato lasciando un manifesto contro gli immigrati e contro i musulmani, diffondendo ed esaltando l’odio di alcune persone e di alcuni siti web.

Non è il primo omicidio che è trasmesso in streaming, ma questa volta siamo davanti ad una strage con 50 morti. L’unica colpa di queste persone e’ stata quella di essere musulmani e anche dopo la loro morte su Internet l’odio delle persone razziste continua a diffondersi e sembra ci sia una vera e propria normalizzazione della violenza, qualcosa di inaccettabile.

I tweet postati dall’attentatore australiano hanno mostraTo le immagini di alcuni caricatori di armi automatiche dove sono riportati i nomi di terroristi anti-immigrati, tra cui anche quello dell’Italiano Luca Traini- il 29enne che aveva sparato contro alcuni africani a Macerata. I tweet sono poi stati rimossi ma le immagini hanno continuato a rimbalzare in rete.cazione

Brendon Tarrant, un ragazzo australiano bianco di 28 anni, ha rivendicato la responsabilità dell’attacco postando sui social media un manifesto di 74 pagine «anti-immigrati e anti-musulmani» in cui ha spiegato le ragioni dell’assalto alle due moschee che definisce «un attacco terroristico». Ha detto anche di essere andato in Nuova Zelanda solo per pianificare attacchi e addestrarsi. Il suo profilo è stato poi bloccato. L’uomo ha detto di non essere membro di nessuna organizzazione nazionalista e di avere scelto la Nuova Zelanda per la sua posizione, per dimostrare che anche le parti più lontane del mondo non sono esenti dai fenomeni di immigrazione di massa.

Dopo la strage di Christchurch l’ISIS ha promesso vendetta. Lo Stato islamico, con una serie di messaggi sui canali Telegram, ha condiviso la foto di un kalashnikov nero con scritte in bianco, come le armi utilizzate da Brenton Tarrant. “La risposta è in arrivo”, c’è scritto sul fucile avvolto in una bandiera nera dell’Isis.

Intanto sembra che l’autore della strage sia nel mirino delle gang criminali locali che minacciano ritorsioni contro di lui in carcere.

GLOSSARIO

SPARATORIA: spari, colpi di pistola
HA RIVENDICATO: affermare il riconoscimento di qualcosa, di un’azione
ATTENTATO: delitto, atto terroristico
ASSALTO: attacco
ADDESTRARSI: allenarsi
ESENTI: liberi

DOMANDE

  1. Dopo la strage in Nuova Zelanda, pensate cambierà qualcosa in Nuova Zelanda? Perchè?
  2. Secondo voi ci saranno cambiamenti anche in Australia? Quali?
  3. Dopo il massacro in Nuova Zelanda, voi avete paura? Perchè?
  4. Pensate che in Australia ci sia odio razziale? Perchè? Contro chi?
  5. Che punizione merita secondo voi Brendon Tarrant? Perchè?
  6. Secondo voi come è possibile contrastare l’odio razziale?
  7. Cosa possono fare i governi per favorire l’inclusione sociale?
  8. Che cosa significa “essere razzista” oggi? È solo per il colore della pelle o c’è dell’altro?
  9. La scuola primaria e secondaria può aiutare a diffondere i valori di inclusione, unità e amore tra razze diverse con diverse culture e religioni? Perchè? In che modo?
  10. Immaginate di poter creare un progetto o evento di integrazione razziale. Come sarebbe? Raccontatelo ai vostri compagni.