Il RITORNO DEI PASTORI IN ITALIA

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Il lavoro, nel buio della crisi, bisogna inventarlo. In Italia 2 mila ragazzi, secondo i dati di Coldiretti, per lavorare si sono inventati di tornare a uno dei mestieri più antichi del mondo: quello del pastore. Lo fanno con successo e con modernità. Abbinano, per esempio, la pastorizia, cioè una ricchezza dell’agroalimentare made in Italy, la produzione artigianale di formaggio, con gli agriturismi e i bed and breakfast. Questo crea un sistema virtuoso ed efficace di economia circolare.
Si parla di un fenomeno importante anche per il valore culturale, ecologico e ambientale. Le Nazioni Unite con l’Environment Program riconoscono il valore della green economy della pastorizia, invitano ad investire in questo settore. Si tratta di una pastorizia non intensiva, che tutela il diritto di proprietà, i diritti degli allevatori ed il valore del territorio.
L’Unione Europea inoltre stanzia dei fondi attraverso il Fondo Europeo agricolo per lo sviluppo rurale ( FEASR) che promuove l’agricoltura e la pastorizia in Italia e in altre nazioni che hanno ancora questo tipo di attività. Sono dei soldi che si ottengono presentando la domanda all’ufficio della regione italiana che si occupa di norme regionali a supporto e regolamentazione di questa attività. Per esempio, la Regione Lombardia considera la pastorizia un’attività culturale di forte impatto, e con riferimento alla Convenzione Unesco 2003, la pastorizia è inserita nel Registro delle eredità culturali. Ogni regione italiana, tutti gli anni, emana un bando per i fondi europei per l’agricoltura e la pastorizia, si presentano quindi possibilità molto interessanti per i giovani che vogliono aprire un’attività.
Ci sono molte storie di giovani che hanno deciso di cambiare stile di vita e lavorare in questo campo.
 Daniela, per esempio, da un anno vive con il marito Davide, ad Alpago, in provincia di Belluno, in Veneto. Invece di rincorrere lavori nel settore del marketing e della comunicazione, che avrebbe facilmente trovato con la laurea, Daniela ha deciso con il compagno, di costruire una stalla, allevare un gregge e produrre formaggio pecorino e caprino. La loro attività è iniziata con il “pascolo vagante”, andando in giro con le pecore e passando gran parte del tempo all’aria aperta per la transumanza dalla pianura alla montagna. Questo ha regalato fin da subito ai due giovani innamorati una straordinaria sensazione di libertà. Poi, pian piano, hanno avuto l’idea di costruire una stalla, ad Alpago, provincia di Belluno. Una volta costruita “una casa per le pecore” hanno cominciato a produrre formaggio, con un’antica tecnica di lavorazione tipica del Piemonte, che Davide aveva imparato da bambino dal nonno.
Carolina, 23 anni, invece non è nata in una famiglia di pastori, ma ha iniziato da zero, per passione e per dare una svolta alla sua vita. Ha vinto un bando della regione Toscana, e oggi nel suo agriturismo a Seravezza, in Toscana, alle coltivazioni locali ha aggiunto il suo gregge. Il suo prossimo obiettivo è aprire un caseificio artigianale di alta qualità. Carolina è felice e appagata dalla sua scelta e non tornerebbe indietro!
Chiara è un’altra giovane donna che ha scelto questa strada, ama la matematica e l’arrampicata in montagna, in Valle d’Aosta. Ha fatto il liceo scientifico, e poi l’università, ma poi ha deciso di dedicarsi all’allevamento delle capre. Dopo l’università Chiara si è dedicata prima all’insegnameto della matematica, poi si è sposata con un altro insegnante, e insieme hanno deciso di cambiare vita. La dimensione urbana andava stretta e entrambi, e per caso, sfogliando un piccolo giornale di annunci pubblicitari, Chiara e il marito scoprono la possibilità di acquistare una cascina con due ettari di terreno, a Ruino, dove si trasferiscono. Inizia così ,la loro seconda vita, ora si dedicano alla coltivazione (vigne, grano e miele) e all’allevamento di capre. Da questa piccola cascina, Chiara produce formaggi e latte, con una lavorazione artigianale, che vengono venduti ai migliori negozi di gastronomia in Italia e all’estero.
Il ritorno dei pastori, ragazzi giovani e in prevalenza donne, significa: dare un contributo alla lotta agli sprechi e alla riscoperta delle attività agricole che danno lavoro, guadagno e benessere personale e del territorio, oltre a salvare un patrimonio di 7 milioni e 200mila pecore, (salvare dall’estinzione 38 razze a rischio), e dare una spinta al settore del formaggio che in Italia vale prodotti per 60 milioni di chili l’anno, dei quali la metà con il marchio dop.

 

GLOSSARIO

COLDIRETTI: Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, assiociazione italiana per l’agricoltura
MESTIERI: lavoro
PASTORE: la persona che guida un insieme di animali
PASTORIZIA: il settore di lavoro del pastore
AGROALIMENTARE: coltivazione, produzione e trasformazione del cibo
VIRTUOSO: buono, positivo
EFFICACE: che dà un buon risultato
TUTELA: protezione
ALLEVATORI: le persone coltivano la terra e/o nutrono gli animali
TERRITORIO: un’area geografica
STANZIA: mettere a disposizione dei soldi
NORME: leggi
EREDITÀ: valori che si trasmettono di generazione in generazione
EMANA: concedere, rilasciare, dare (per leggi o denaro)
ATTIVITÀ: qui è sinonimo di lavoro
RINCORRERE: inseguire
STALLA: luogo dove stanno gli animali
GREGGE: insieme di animali da allevamento (es.pecore, capre, mucche…)
PASCOLO VAGANTE: spostare gli animali
TRANSUMANZA: spostamento di animali dalla pianura alla montagna e viceversa a seconda della stagione
SVOLTA: cambiamento
CASEIFICIO: dove si produce il formaggio
APPAGATA: soddisfatta
DIMENSIONE URBANA: la città
SFOGLIANDO: girare le pagine di un libro, un giornale
ACQUISTARE: comprare
CASCINA: rifugio per animali, laboratorio per la produzione di cibico, ora anche tipo di abitazione, tipica delle campagne italiane
GUADAGNO: il denaro che si riceve per un lavoro
MARCHIO DOP: di denominazione di origine protetta, certifica e controlla l’origine dei prodotti

 

DOMANDE

  1. Quale lavoro antico ritornano a fare i ragazzi in Italia in tempo di crisi?
  2. Cosa uniscono a questo lavoro e che effetto producono nell’economia?
  3. Perché ė un fenomeno importante? Che valore ha?
  4. Cosa dicono e come rispondono le Nazioni Unite?
  5. In che modo supporta questa attività l’Unione Europea?
  6. Cosa pensi di questa notizia? In Australia c’è qualcosa di simile per i giovani e il territorio?
  7. Come possono fare i giovani che vogliono iniziare quest’attività?
  8.  Quali sono le esperienze delle tre ragazze? Cosa pensi delle loro scelte?
  9.  Per te è importante ritornare ai valori e alle attività della tradizione?
  10. Quali sono gli aspetti positivi di questa nuova tendenza?