Stretta di mano: un gesto che parla di te. Molto più che un saluto è un gesto che racconta molto di come siamo.

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È un saluto, un gesto di pace e di solidarietà ma può essere anche il nostro primo biglietto da visita: la stretta di mano è un gesto antico che porta con sé molti significati e risponde a precise regole di galateo. Racconta anche molto di noi stessi già dal primo contatto.

LA STORIA DI QUESTO GESTO
L’atto di stringersi la mano ha origine antica: presentarsi con l’avambraccio teso e la mano aperta serviva a dimostrare che non si nascondevano armi nella mano o all’interno della manica. Per questo la stretta di mano è un gesto di pace.

QUESTIONI DI FORZA
Che impressione vi fa ricevere una stretta debole e sfuggente? Di solito è un contatto che trasmette una brutta impressione perché dà l’idea di un interlocutore senza energia e senza volontà. Una stretta troppo energica, invece, ci fa immaginare un potenziale avversario o una persona aggressiva ed egocentrica. Per trasmettere un’immagine positiva di sé serve una giusta via di mezzo, con una certa forza ma senza troppo impeto. La delicatezza è d’obbligo soprattutto in presenza di una mano anziana o molto minuta: stringerla troppo potrebbe essere doloroso.

IL MOMENTO GIUSTO
Secondo il galateo, ci si stringe la mano quando si viene presentati a qualcuno, quando ci si saluta, all’inizio o alla fine di una riunione o di un impegno di lavoro, o sul lavoro, ad esempio alla conclusione di un accordo. È una buona mossa essere i primi a tendere la mano, guardando il proprio interlocutore negli occhi e facendo un bel sorriso. In questo modo dimostriamo di avere la situazione sotto controllo. Massima attenzione, invece, se ci si trova in un contesto formale, nel quale le gerarchie sono ben delineate e noi siamo in una posizione più bassa: in questo caso bisogna attendere che i nostri superiori si siano salutati e aspettare il nostro turno.

IL MODO IDEALE
La mano va offerta con il palmo in posizione perpendicolare rispetto al suolo, senza rivolgerlo verso l’alto o il basso, ma teso a incontrare il palmo dell’altro. Il galateo dichiara che la stretta di mano dura al massimo cinque secondi, con al massimo due o tre oscillazioni dall’alto in basso. Dobbiamo avere le mani pulite e non sudate prima di stringerla a qualcuno. Il ruolo chiave è svolto dai pollici: si devono intersecare in modo avvolgente, trasmettendo una sensazione piacevole e rilassante.

GLOSSARIO
AVAMBRACCIO = porzione di braccio compresa tra il polso e il gomito.
SFUGGENTE = vago, evasivo.
INTERLOCUTORE = la persona con cui si parla
PROPORSI = presentarsi
MINUTA/O = esile, di costituzione piccola e magra
GALATEO = insieme di regole della buona educazione
UNA BUONA MOSSA = un gesto positivo
DELINEATO/A = chiaro, definito.
ASSICURARSI = essere sicuri
RUOLO CHIAVE = ruolo importante
INTERSECARE = intrecciare

DOMANDE

  1. La stretta di mano ha assunto nel tempo una funzione diversa rispetto al passato? Quale?
  2. Dalla stretta di mano si può determinare il carattere e la professione dell’interlocutore – sei d’accordo?
  3. Il testo dice che, quando si incontra una persona per la prima volta, bisogna stringerle con forza la mano per far vedere che la situazione è sotto controllo. Cosa ne pensi?
  4. Qual è il momento giusto per stringere la mano?
  5. La posizione sbagliata del palmo della mano rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti dell’altra persona. Trovi sensata questa convenzione?
  6. Quanto è importante per te la stretta di mano che ricevi?
  7. E quella che dai?
  8. Come credi sia la tua stretta di mano?
  9. Ti hanno mai detto che la tua è una bella/brutta stretta di mano?
  10. Secondo il testo, qual è il modo ideale per dare una stretta di mano?