Attenti al drink!

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Una birra dopo il lavoro con i colleghi per rallegrare il lunedì. Un tardo aperitivo con gli amici per spezzare la settimana e allentare la tensione. Un paio di cocktail contro lo stress il venerdì sera, perché ce li siamo proprio meritati. Se queste frasi suonano familiari, forse è vero quello che sospettano alcuni ricercatori: che potrebbe esserci una relazione tra le troppe ore riservate all’agenda lavorativa e uno dei comportamenti che mettono più a rischio la salute, ossia l’abuso di alcolici.
Lo studio è molto ampio e serio, ed è pubblicato su una rivista più che autorevole, il British Medical Journal. È stato condotto da ricercatori di oltre 30 istituti e università, soprattutto del nord Europa. In tutto, sono stati analizzati oltre 80 ricerche condotte in 14 paesi per un totale di oltre 400mila persone coinvolte. E alla fine di tutte le analisi e degli incroci di dati, quello che è emerso è che chi lavora più di 48 ore a settimana appare più incline a cedere al piacere dell’alcol, anche oltre la soglia considerata pericolosa (21 bicchieri di vino a settimana per gli uomini e 14 per le donne). I ricercatori non hanno trovato differenze rilevanti di genere, etnia, età o status socioeconomico: il nesso sembra valere per tutti.
La questione resta aperta in attesa di nuovi studi più mirati. Ma un dato è comunque importante: gli alcolici sono considerati un rapido anestetico contro lo stress da tutti i lavoratori. In linea generale, la quantità di tempo speso in ufficio è un buon indicatore indiretto dello stress lavorativo”, spiega Antonio Chirumbolo, docente di psicologia del lavoro presso l’Università Sapienza di Roma. “Ed è anche vero che bere alcolici è una classica strategia di coping, cioè quei comportamenti che le persone mettono in atto, più o meno consapevolmente, per fronteggiare le situazioni stressanti. Per quanto riguarda noi italiani, se da un lato abbiamo una cultura del bere diversa, cioè più sociale, rispetto ai paesi anglosassoni e del Nord Europa, dall’altro siamo ormai molto contaminati dalle mode. Insomma, quanto emerso dallo studio potrebbe ben applicarsi alla nostra realtà quotidiana”.
Tornando al consumo di alcolici, esistono due tipi di rischio per chi ne abusa: quello legato alla salute, dal momento che espone a rischi, predispone a diverse patologie come il diabete, e può portare a gravi condizioni come la cirrosi epatica, e quello legato alla dipendenza vera e propria, cioè all’alcolismo. In Italia, si stima che vi siano circa 9 milioni di consumatori a rischio, e in Europa l’alcol rappresenta uno dei più importanti fattori che possono predisporre a malattia e morte prematura: tanto che, secondo un nuovo studio della Technische Universität di Dresda, tra le cause di mortalità per abuso di sostanze nelle nostre società, è persino in cima alla classifica, seguito da eroina, cocaina, tabacco, estasi, metamfetamina e marijuana.
“L’abuso di alcol”, continua lo psichiatra, “può infatti essere di tipo primario, conviviale, legato al puro piacere, o di tipo secondario: in questo caso è una manifestazione depressiva e ansiosa, che nasce da una problematica psicopatologica”. Sono questi i casi più a rischio. “Le persone spesso ricorrono all’alcol come fosse un farmaco. Ma se il suo effetto iniziale è quello di eccitarci e di tirarci su, quello secondario è di deprimere ancor più il sistema nervoso centrale, aumentando lo stato di ansia: un meccanismo che fa sentire nuovamente il bisogno di bere, con il pericolo che si inneschi un circolo vizioso”.
Non solo effetti negativi ma anche positivi. Infatti sembra che l’alcool, a piccole dosi, abbia un effetto più che benefico per il nostro cervello. Ad affermarlo è un altro recente studio scientifico pubblicato sulla rivista “Scientific Reports”, che mostra come basse dosi di alcol possano aiutare a smaltire le tossine in sede cerebrale. Pare addirittura che influiscano nel “risciacquo” delle proteine che, accumulandosi, rendono possibile l’Alzheimer. Quindi poco alcool agisce come un antinfiammatorio e il segreto è non abusarne!

GLOSSARIO
ALLENTARE: diminuire
ABUSO: uso esagerato di qualcosa
INCLINE: orientato, disposto a fare qualcosa
SOGLIA: limite
NESSO: collegamento, relazione
MIRATI: specifici
ANESTETICO: sollievo
FRONTEGGIARE: affrontare, combattere
CONTAMINATI: sporcati
DIABETE: malattia in cui c’è aumento di glucosio nel sangue
CIRROSI EPATICA: malattia del fegato
PREMATURA: prima del tempo previsto
CONVIVIALE: informale, leggero
PSICOPATOLOGICA: relativa alle malattie della mente
CIRCOLO VIZIOSO: ragionamento apparentemente giusto che però porta sempre al punto di partenza
DOSI: quantità
TOSSINE: sostanza prodotta dal corpo umano che può avere effetti dannosi


DOMANDE

  1. Ti piace bere alcolici? In quali occasioni bevi?
  2. Secondo voi, quando si è molto stressati si tende a bere di più? Vi è mai capitato di bere di più durante un periodo di particolare stress?
  3. Esistono altri modi per scaricare lo stress lavorativo? Quali?
  4. Il limite considerato pericoloso è 21 bicchieri per gli uomini e 14 bicchieri per le donne a settimana. Voi quanto bevete in una settimana?
  5. Ci sono giorni in cui bevete di più? Preferite evitare di bere alcolici se il giorno dopo dovete andare a lavoro?
  6. L’abuso di alcolici è uno dei meccanismi psicologici per affrontare problemi emotivi e interpersonali. Quali altri meccanismi scattano in una persona con problemi di stress, ansia o depressione?
  7. Molti sono gli Italiani dipendenti dagli alcolici ma prevalentemente in Italia la cultura del bere è diversa rispetto ai paesi anglosassoni. Perché?
  8. Quali sono i rischi legati alla salute per chi esagera con gli alcolici?
  9. Conosci persone completamente dipendenti da alcol, droghe, ecc…?
  10. Quali sono i benefici dell’alcol se assunto in giuste dosi? Sapevate che bere insieme al partner rafforza il legame di coppia?